UN APPROFONDIMENTO SUI TEMI CHE VORREMO AFFRONTARE NEI NUOVI ORGANI SOCIALI DELLA SIAE

MAGGIORE EFFICIENZA E INNOVAZIONE

Negli ultimi 5 anni SIAE ha investito circa 100 mln di euro, nella riorganizzazione aziendale e nell’innovazione tecnologica. Rispetto all’investimento di questa enorme cifra i risultati non sono all’altezza delle aspettative.

L’intervento più rilevante di immissione di tecnologia ha riguardato, oltre alla pubblicazione del nuovo sito SIAE, l’avvio di tre portali: «Nuovo Portale Autori ed Editori», «Mio borderò» e «Deposito brani on-line» rispetto ai quali, a causa di riscontrate disfunzioni, le critiche e le insoddisfazioni prevalgono sugli apprezzamenti.

I nuovi organi dovranno rivedere l’infrastruttura informatica della SIAE mirando non solo al miglioramento dei nuovi servizi offerti ma, soprattutto, alla loro affidabilità e al conseguente pieno utilizzo da parte degli utilizzatori onde poter ottenere gli effetti desiderati.

Un’accurata riflessione dovrà essere dedicata all’assetto organizzativo (settore in cui sono stati effettuati la maggior parte dei citati investimenti) sia in merito alla esigua quanto deludente diminuzione di costi e sia in relazione alla rete territoriale che, considerata la sua rilevanza strategica, necessita di maggiore considerazione e di una strategia di raccolta più chiara e ottimizzata alle esigenze del territorio.

GESTIONE DEL PATRIMONIO PIU' ATTENTA E RESPONSABILE

Gestione finanziaria:

Nel 2015 la SIAE ha costituito un Fondo finanziario denominato “Pentagramma” (di tipo SICAV/SIF) di diritto lussemburghese e gestito da una società svizzera nel quale fondo sono gradualmente confluite enormi risorse finanziarie fino ad arrivare alla cifra di circa 615 mln di euro, ivi compresi 60 mln di titolarità del Fondo di solidarietà.

La scelta di concentrare su un unico gestore la quasi totalità delle risorse SIAE (tra l’altro a capitale non garantito) contraddice la regola di diversificazione del rischio che dovrebbe caratterizzare l’agire di un oculato investitore, una regola che dovrebbe valere soprattutto in questo momento di grande volatilità dei mercati finanziari.

I rendimenti del Fondo Pentagramma effettivamente confluiti negli ultimi due bilanci (2016 e 2017) sono stati pari a circa il 2% dell’investimento risultando piuttosto modesti e certamente non all’altezza di un simile rischio e di una tale massa critica.

Molto criticabile, in particolare, appare la scelta di investire nel Fondo Pentagramma quella parte del Fondo di solidarietà (pari a 60 mln), precedentemente investita in ottime note obbligazionarie che, oltre a dare un rendimento annuo di circa il 3%, presentavano il capitale garantito dallo Stato italiano.

Sarà quindi necessario rivedere la politica di investimento delle risorse finanziare in un’ottica di maggiore prudenza e di diversificazione degli investimenti al fine di evitare possibili perdite di capitale (e quindi di risorse degli autori e degli editori) così come avvenuto nel 2008 in occasione del disastroso quanto inatteso fallimento di Lehman Brothers in cui SIAE aveva investito circa 40 mln.

Gestione immobiliare:

Il patrimonio immobiliare della SIAE, a partire dal 2012, è confluito nel Fondo NORMA (totalmente partecipato da SIAE e gestito da Sorgente SGR) per mezzo di una delibera commissariale nella quale, a fronte di un pagamento di circa 9 mln l’anno di fitto per l’uso degli immobili (primo fra tutti quello della Direzione Generale a Roma) la SIAE avrebbe beneficiato, oltre alla mancata contabilizzazione dei normali costi di ammortamento, di una tale migliore e più efficiente gestione degli immobili che avrebbe portato all’incasso annuale di un dividendo pari a 4 mln di euro (vedi pag. 22 del bilancio 2012). Al momento della creazione quindi l’operazione veniva descritta come altamente conveniente per SIAE.

Nel periodo 2012-2017 la SIAE ha pagato a Sorgente/Fondo Norma affitti per oltre 60 mln incassandone solo 7,9 mln a titolo di dividendi contro i 22,5 mln annunciati in sede di investimento.

I nuovi organi dovranno certamente rivedere tale gestione immobiliare esterna rettificando l’attuale squilibrio negativo che, se proiettato per i 30 anni di durata di tale Fondo, vedrebbe la SIAE, in assenza di modifiche contrattuali, pagare ulteriori costi di fitto per circa 220 mln a fronte di esigui dividendi, mettendo così in serio pericolo la solidità economico-finanziaria della SIAE.

OBIETTIVO PAREGGIO DI BILANCIO

L’esame dei bilanci SIAE degli ultimi 5 anni conferma il perdurare del “problema storico” della SIAE, ovvero dello squilibrio tra i costi di gestione ancora superiori ai relativi ricavi, il che genera un risultato negativo della gestione caratteristica (MOL) compensato dai proventi finanziari a copertura dei suddetti costi.

In particolare, a partire dal 2015 la SIAE ha modificato l’imputazione di alcune voci di bilancio, classificando come «valore della produzione» poste che storicamente erano iscritte come rendite finanziarie. Tale iniziativa rende impossibile una comparazione con gli esercizi precedenti se non attraverso una riclassificazione delle poste di bilancio secondo il metodo adottato sino al 2014.

Dalla riclassificazione risulta evidente che la differenza tra il valore della produzione e i costi di gestione ossia il MOL (margine operativo lordo) risulta equivalente a quello realizzato nei periodi precedenti al commissariamento (scarica qui il dettaglio).

I nuovi organi dovranno necessariamente agire nell’ottica di incremento del fatturato (raccolta dei diritti) e contenimento delle spese intervenendo drasticamente sul costante incremento dei costi per consulenze, prestazioni professionali e lavorazioni affidate all’esterno, che ormai rappresentano una percentuale cospicua dei costi di produzione troppo sproporzionati rispetto ad aziende di analoghe dimensioni.

Soltanto un pareggio di bilancio con il conseguente equilibrio tra costi e ricavi della gestione caratteristica potrà permettere la ripartizione dei proventi finanziari a favore della base associativa così come previsto dalla Direttiva europea.

RIPARTIZIONE DEI PROVENTI FINANZIARI

La SIAE da molti anni utilizza gli ingenti proventi finanziari, generati principalmente dall’investimento dei diritti in attesa di ripartizione, a copertura dei costi di gestione costantemente superiore ai ricavi. Tale scelta è stata fortemente contestata in passato da una larga parte dei rappresentanti della base associativa in primis dall’attuale governance uscente.

La nuova normativa, recentemente introdotta in Italia (D. Lgs. 35/2017) in recepimento della Direttiva Europea 26/EU/2014 (nota come Direttiva “Barnier”), impone agli Organismi di Gestione Collettiva, qual è la SIAE, di non utilizzare detti proventi finanziari a copertura dei costi di gestione, salvo specifica autorizzazione dell’Assemblea Generale (art. 14, comma 3 del D. Lgs. 35/2017). Lo Statuto SIAE è stato recentemente adeguato a tale normativa ma, in riferimento all’impiego dei proventi finanziari, ha previsto una formulazione opposta consentendo di utilizzare automaticamente i proventi finanziari a copertura dei costi, salvo diversa deliberazione dell’Assemblea Generale (art. 33, comma 6 del nuovo Statuto SIAE).

La nuova formulazione dello Statuto SIAE appare chiaramente scritta al contrario rispetto a quanto previsto dalla citata normativa, scambiando la regola con l’eccezione (vedi qui il raffronto).

I nuovi organi dovranno rivedere questa posizione di SIAE che, invece, si dovrà dotare di un piano pluriennale affinché i proventi finanziari maturati sui diritti in attesa di ripartizione possano finalmente essere corrisposti ai legittimi proprietari, ovvero agli autori ed editori.

INCREMENTO RACCOLTA E RIPARTIZIONE

Raccolta:

Per quanto attiene alla raccolta dei diritti, senza abbandonare le consolidate prassi che riguardano la pubblica esecuzione che rappresenta un irrinunciabile asset per la Società, è necessario concentrarsi sulle nuove formule di business.

L’emittenza, le nuove tecnologie sempre in continuo sviluppo e fermento e, soprattutto, l’on-line costituiscono la nuova frontiera nella tutela dell’opera di ingegno e sono destinate ad assumere già nel medio periodo un peso sempre più considerevole dell’intero gettito per diritto d’autore.

I contratti con le emittenti televisive sono tenuti riservati, la base associativa non è a conoscenza dei contenuti e, dall’evidenze dei bilanci, troppo spesso i ricavi vengono liquidati come conguagli a forfait.

La “nuova frontiera” della tutela del diritto d’autore risiede nella capacità negoziale con gli OTT (Google, YouTube, Yahoo!, Facebook, Spotify, etc.) dove al momento le iniziative appaiono fortemente deludenti come, ad esempio, la stessa richiesta (ingiunzione) nei confronti di Google, annunciata nel bilancio di previsione del 2017, e rimasta priva di qualsiasi esito.

I nuovi organi dovranno porre maggiore attenzione alle negoziazioni delle nuove forme di utilizzo e si dovranno instaurare sinergie, collaborazioni e controlli con le collecting estere affinché i diritti di pertinenza degli Autori italiani vengano correttamente raccolti e distribuiti.

Contemporaneamente, sarà inoltre necessario dare adeguata pubblicità agli aventi diritto o quantomeno ai loro Consiglieri dei contenuti degli accordi.

Ripartizione:

Il ritardo nella ripartizione dei diritti è un problema particolarmente sentito dalla Base associativa, soprattutto in assenza di assegnazione dei proventi finanziari che da tale ritardo si originano.

La nuova normativa sulle Collecting (D. Lgs. 35/2017) prevede inoltre che la ripartizione dei diritti avvenga “in modo più possibile analitico” e che avvenga entro il limite massimo di 9 mesi dalla chiusura dell’esercizio.

I nuovi organi si dovranno impegnare ad incrementare la ripartizione analitica e ridurre il più possibile i tempi di ripartizione rispetto ai termini massimi previsti dalla legge.

DIFESA DELLA SIAE E DEL DIRITTO D’AUTORE

Il diritto d’autore non è una tassa bensì il giusto compenso a fronte dell’utilizzo dell’opera dell’ingegno. E’ un concetto molto semplice ma che viene messo sempre più in discussione, soprattutto da parte degli utilizzatori multinazionali (colossi del web e del broadcasting) che hanno dato così origine ad un’enorme divario tra quanto da loro corrisposto per diritto d’autore e quanto invece incassato per il loro utilizzo delle opere creative (c.d. Value Gap).

Anche la stessa SIAE sta subendo strumentali attacchi da parte di chi utilizza argomenti pretestuosi per riconoscere sempre meno compensi agli Autori (e di conseguenza agli Editori).

La difesa del diritto d’autore e della SIAE verso tali attacchi dovrà proseguire coinvolgendo tutti gli operatori culturali e, soprattutto, sensibilizzando le istituzioni politiche affinché non attuino normative che in nome di una liberalizzazione selvaggia dell’intermediazione del diritto d’autore finirebbero per danneggiare il settore dell’industria creativa italiana che è parte fondamentale della economia del nostro Paese.

FONDO DI SOLIDARIETA’ AGLI AUTORI

Nel 2012, a seguito di una delibera della gestione commissariale, il Fondo di solidarietà ha cessato di erogare gli assegni di professionalità a favore degli oltre mille ex-soci. A partire dal 2013 il nuovo regolamento ha previsto l’erogazione di diversi tipi di prestazioni solidaristiche e borse di studio a favore di associati bisognosi o enti impegnati nella promozione culturale.

L’applicazione del nuovo regolamento è stata tuttavia piuttosto deludente. A fronte delle somme corrisposte per le suddette prestazioni (al netto di quelle straordinarie), i relativi costi di gestione sono risultati troppo alti, inizialmente più delle stesse prestazioni erogate (vedi qui tabella di raffronto).

Per quanto attiene il capitale di oltre 90 mln, questo risulta investito per oltre 30 milioni in un Fondo immobiliare (Fondo NABUCCO) che nel 2014 ha acquistato diversi immobili tra cui due caserme militari nel Nord Italia, mentre 60 mln sono stati investiti nel citato Fondo Pentagramma i cui rendimenti, pari al 2% circa, sono risultati molto inferiori rispetto al precedente investimento in note obbligazionarie che, oltre a rendere il 3% circa, era garantito dallo Stato italiano. 

I nuovi organi dovranno rivedere il ruolo del Fondo di solidarietà non potendo tenere fermo un capitale così ingente per offrire minime prestazioni solidaristiche con costi così alti.

Al di là di annunci elettorali, dovrà essere concretamente riconosciuto il pieno diritto degli Autori sul capitale del Fondo di solidarietà, sostituendo gli investimenti più rischiosi con soluzioni necessariamente a capitale garantito.

Gli Autori dovranno quindi pronunciarsi sulla destinazione di queste risorse, ferma restando la rinuncia ad ogni pretesa da parte degli Editori, affiancandoli e sostenendoli nell’eventuale scelta di costituzione di una Cassa di previdenza complementare.

TUTELA E PROMOZIONE DEL REPERTORIO

In questi ultimi anni la SIAE ha investito molte risorse precedentemente accantonate (fondi sezionali) al fine di incentivare varie iniziative e progetti che, in alcuni casi, sono state oggetto di aspre critiche, soprattutto in merito a possibili conflitti d’interessi.

L’impegno dei nuovi organi dovrà essere quelle di una rivisitazione dell’impianto degli incentivi e della promozione in direzione della massima trasparenza e dell’eliminazione di ogni forma discriminatoria tra Autori perseguendo l’obiettivo delle medesime opportunità per tutti gli aventi diritto nell’ambito della massima trasparenza.

Dovrà inoltre essere maggiormente incentivata la difesa e la valorizzazione della musica italiana con attività di sostegno sia economico che promozionale.